Dall’11 ottobre all’8 gennaio 2012, il Palazzo delle Esposizioni ospita Aleksandr Rodchenko, uno dei principali generatori della straordinaria stagione creativa e intellettuale nota come “Avanguardia russa”.

I primi anni Venti, in Russia, rappresentarono un periodo di transizione in cui sperimentazione artistica e sociale coincisero e l’Avanguardia russa del XX secolo rappresenta un fenomeno unico non solo nell’ambito della cultura russa, ma in quello della cultura universale. La straordinaria energia creativa prodotta dagli artisti di quella formidabile stagione rappresenta ancora fonte di nutrimento per la cultura artistica d’oggi.

Aleksandr Rodchenko (1891-1956) è stato senza dubbio uno dei principali generatori di questa stagione creativa e intellettuale, rispecchiandone perfettamente lo spirito e l’aura mitica. Pittura, design, teatro, cinema, grafica e fotografia, sono gli ambiti disciplinari in cui il portentoso talento di questa affascinante figura d’artista si è cimentato, aprendo nuovi percorsi creativi per lo sviluppo successivo di ciascuno di essi.

In fotografia Rodchenko introdusse i principi dell’ideologia costruttivista, sviluppando metodiche e strumenti per la sua applicazione così che da mero strumento di registrazione della realtà, la fotografia divenne un mezzo per la rappresentazione dinamica di costruzioni intellettuali.
Negli anni Trenta, soprattutto verso la fine del decennio, esasperato dalle critiche e dalla persecuzione del regime sovietico, Rod?enko decise di ridiscutere le forme più radicali del suo pensiero creativo e si orientò ad un’adesione progressiva verso i principi estetici del Realismo Socialista, senza tuttavia mai rinunciare ad un’interpretazione originale e creativa degli stessi.

Negli ultimi anni della sua vita, tradito da amici e seguaci, Rodchenko fu espulso dall’Unione degli Artisti (potente corporazione sovietica che garantiva il rapporto con la committenza) e privato del diritto di lavorare; la partecipare a mostre collettive gli venne interdetta, conducendolo ben presto all’indigenza, alla malattia e alla morte, avvenuta a Mosca nel 1956.

Grazie alla tenace salvaguardia degli archivi famigliari, l’immenso patrimonio d’immagini di Rodchenko è confluito nel primo museo russo dedicato alla fotografia, la House of Photography of Moscow, che insieme ai famigliari e ai maggiori specialisti di questo settore ha promosso una lunga e meticolosa campagna di studi di cui questa mostra è il risultato. Curata da Olga Sviblova, direttore della House of Photography of Moscow, la mostra presenterà circa 300 opere tra fotografie originali, fotomontaggi e stampe dell’epoca.